Tutte le Strade portano in Canada - Mont Tremblant

Facciamo un grande salto avanti ed iniziamo a parlare dell'Adesso!

Che diavolo sto leggendo? Quand'è che questo accade nel viaggio?

Adesso. State leggendo l'adesso, signori. Tutto ciò che avviene adesso sta avvenendo adesso.

Che è successo al prima?

È passato.

Quando?

Adesso! Siamo all'adesso, adesso.

E sono appena stato fregato da in albergatore cinese sorridente, e se un cinese sorride troppo, vuol dire che ti sta fregando con stile.

Sono appena arrivato al Motel Tremblant, è tardi e ho appena preso possesso della mia lussuosa King Room with Hardwood Floor & Mointain View, peccato sia notte e la montagna non si veda e che il lusso se lo sia portato via il vecchio proprietario prima di vendere ai cinesi.

Ma tant'è, la giornata è stata splendida, il letto morbido e la mosca con cui divido la stanza non sembra voler rompere troppo i maroni, per cui presto cadrò addormentato manco fossi alla Reggia di Versailles.

Ma torniamo all'Adesso: dove sono finiti i giorni passati? Non preoccupatevi, scriverò tutto quello che ho visto, fatto e mangiato, ma voglio provare a mettermi in pari così da poter mettere a diario gli accadimenti giorno per giorno.

Per cui partiamo con la giornata di oggi, e per i giorni passati proveremo a recuperare.

Mi sono svegliato nel mio motel appena fuori Quebec City, ho approfittato della lauta colazione costatami ben 2$, ovvero sia un muffin ed un bicchiere di succo, e mi sono subito messo alla guida.

Non ci crederete ma, nonostante la fame rimasta, non mi sono fermato da Tim Horton e mi sono buttato subito in autostrada: oggi solo 280 chilometri, una vera passeggiata.

Fino a Montreal nulla da raccontare, guidare in una vera. autostrada è molto più noioso che seguire strade come la 132 che ho percorso tutto attorno alla Gaspesie negli ultimi giorni o la 155 che non lontano da qui porta al Parco della Mauricie.

È solo negli ultimi 80 chilometri, quando la strada inizia a salire tra le colline che si fanno sempre più erte che mi è tornato il piacere di guidare.

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Le nuvole che mi hanno fatto compagnia con dalla partenza si stanno piano piano aprendo liberando sprazzi di un cielo azzurrissimo. Vi ho mai detto che dal giorno in cui sono arrivato in Canada ho l'impressione che l'orizzonte sia molto più vasto, come se il cielo non volesse finire mai?

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Prima tappa segnata con una stelletta sulla mappa è la Tablée des Pioneres, che manco mi ricordo perché l'ho marcata, ma se l'ho fatto ci sarà un motivo, giusto?

Non lo saprò mai, visto che d'estate più che una sosta per pionieri sembra una città fantasma. Ricontrollo bene di cosa dovrebbe trattarsi e tutto mi è chiaro: è una Sugar Shack aperta solo in primavera quando viene prodotto lo sciroppo d'acero. Peccato. Ma mi rifarò!

Ma sono vicino all meta, per cui non mi butto giù d'animo e mi rimetto in macchina. Ancora una decina di chilometri di curvoni e salite ed è tempo di uscire dall'autostrada. Ah, tra l'altro non immaginatevi caselli, barriere, autogrill e aree di servizio: a parte la M40 che unisce Quebec City a Montreal e pochi altri tratti, qui le autostrade sono semplicemente stradoni se va bene a 2 o 3 corsie, spesso ad una come la 132 di cui vi parlavo sopra, con tanto di incroci, qualche semaforo e qualche raddoppio in salita per permettere il sorpasso dei mezzi più pesanti.

Fatto sta che sono arrivato a Mont Tremblant, ridente località sciistica delle monti Laurenziani. Il centro città consiste in un paio di strade su cui si affacciano motels, ristoranti e negozi, il tutto ad una decina di chilometri dagli impianti ed un paesino costruito ad hoc fra l'arrivo delle piste ed il lago appunto una manciata di chilometri più in su.

Costruito ad Hoc? Semplice: immaginatevi che al creatore di Disneyland venga chiesto di progettare un resort sciistico che possa somigliare ad un paesino svizzero, fate le cose in grande già che siete in Canada e non dimenticatevi di aggiungere un'abbondante dose di pacchianaggine in modo da piacere ai turisti americani ed ecco a voi Mont Tremblant!

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Il paese si sviluppa in salita a partire dal porticciolo sul lago fino ad arrivare alla partenza degli impianti di risalita. Le case dai tetti colorati e dai mille balconi sembrano uscite dalla patch invernale di Sim City. Una strada lastricata sale serpeggiando fra mille boutiques e ristorantini, ma se siete pigri e non volete fare quei duecento metri potete prendere una cestovia "Cabriolée" che passa esattamente sopra il paesello o per essere più ancora precisi sopra al tetto del Marriott, ad un paio di piscine ed al campo di minigolf.

Aggiornamento sul cinese sorridente: ho appena ricevuto una mail da Booking in cui mi si dice che la cancellazione della mia prenotazione è andata a buon fine. Peccato che io non l'abbia mai richiesta...

Ma torniamo a noi: prendo la cestovia gratuità insieme ad un tour di buzzurri americani il gita che scavallano la coda senza addurre motivazioni plausibili e poi si fermano nel bel mezzo del passaggio per cantare tutti insieme "We wish you a merry Christmas".

Arrivato al piazzale degli impianti compro il biglietto di salita e ritorno per la cabinovia con combo pranzo in quota per soli 6 dollari extra.

Salgo da solo nella mia bellissima cabina ad 8 posti fabbricata in Svizzera direi a metà anni ottanta e mi godo la salita, il paesaggio ed il ritmico dondolare che solo uno sciatore accanito può capire ed amare.

Anche l'arrivo sembra uscire dagli anni ottanta, con il suo ristorantone self-service affollato di tavoli in finto legno e bambini urlanti che corrono facendo slalom assurdi in perfetto stile Tomba.

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Il Menù Combo non sembra offrire molto: posso scgliere fra Untburgher, MoshDogs, MushyPasta e dei più innocui Chicken Fingers che non sembrano trasudare unto come il resto dei piatti, vada quindi per le dita di pollo. Mi trovo un tavolo sulla terrazza e piu che godermi il cibo (voto 6---), mi gusto lo splendido panorama (8+++).

Le nuvole sono quasi tutte sparite ed il termometro segna 17 gradi: perfetto per una passeggiata nella natura. Cammino per qualche centinaio di metri e raggiungo una torre d'osservazione da cui si può vedere la valle con il suo lungo lago e le montagne circostanti, o per essere più precisi è meglio parlare di grosse colline, ricordatevi: non siamo in Europa, queste non sono le Alpi e neanche le Prealpi, il Mucrone sarebbe una vetta inarrivabile da questo lato del Canada.

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La giornata è splendida e ho un sacco di voglia di fare due passi per sgranchirmi le gambe. I sentieri sono ben mappati e segnalati, io scelgo il 360* che sembra offrire grandi panorami pur senza essere troppo impegnativo. Fatti i primi cento metri inizia a sorgermi qualche dubbio: se scende dal lato boscoso della montagna quali viste mozzafiato potrà regalarmi? E soprattutto, non doveva essere un semplice loop con partenza ed arrivo alla cabinovia? E come mai scende nel bosco seguendo un ruscello fangoso? Stoico proseguo nella mia discesa godendomi il panorama composto da tronchi, sassi, felci e fango, per poi risalire in mezzo ad altri tronchi, sassi, felci, radici e molto fango.

Verso la fine del sentiero incrocio una coppia di americani in scarpe da ginnastica belle pulite e li convinco a tornare sui loro passi per non buttare un'ora del loro tempo e le loro bellissime Nike bianche.

Una volta tornato in cima al monte mi trovo un punto panoramico lungo le piste e mi fermo per una mezzoretta a guardare le nuvole che passano veloci nel cielo limpido. Questo si che è vivere! Dovrebbe essere messo come programma nella scuola dell'obbligo.

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Verso le quattro e mezza riprendo gli impianti per tornare a valle ed un volta arrivato giù mi attraverso tutto il paesello a piedi in cerca di qualche souvenir da portare a casa. Non trovo nulla d'interessante, tutto veramente troppo "perfettino", ed allora per tirarmi su di morale entro in un fintissimo Sugar Shack e finalmente riesco a gustarmi dello Sciroppo d'Acero fresco raccolto con uno stecco dalla neve su cui è messo a raffreddare.

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Visto che la palpebra sta calando sempre più, è meglio se accellero sul resto della narrazione e mi metto a dormire...

Scelgo la Microbrasserie Le Diable per rifarmi del pranzo sottotono, e come già prevedevo prima di entrare, non sono riuscito a resistere: Buffalo Wings e Costine e passa la paura. Come al solito ho ordinato troppa roba e ho fatto fatica a finire, dovendo lasciare giù buona parte del patatume (tra l'altro avevo chiesto del banale e leggero riso al posto del contorno ma non si sono ricordati).

Per digerire sono sceso fino al lago per fare due foto al paese dopo il tramonto, mi sono rimesso in macchina, ho fatto l'ennesimo pieno e sono arrivato al Motel dove sto per addormentarmi.

E quando succede questo?

Adesso!

Quando adesso?

...

O boia! Stavo dimenticando: tornato giù dalla cima mi sono lanciato in una corsa con i Kart, Bob o come cavolo si chiamano. Un'ora di coda per 3 minuti di discesa su un coso scomodissimo. Però grazie al mio peso ho fatto strage di bimbi!

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Ok, adesso posso anche dormire.

Quando? 

Adesso! 

Ps. Visto che siamo nell'Adesso, niente foto dalla macchina, niente filtri, niente effetti speciali, niente di niente. Questo è il prezzo dell'Adesso!