Tutte le strade portano in Canada - Da Milano a Toronto

Sono passati cinque giorni dal mio arrivo in terra canadese e già mi sembra di vivere un sogno. Sarà che ora sono comodamente seduto sul portico della mia casettina in mezzo al bosco, ma mi sembra davvero di essere in un altro mondo.

Ma partiamo dall'inizio: sarà un lungo resoconto per cui mettetevi comodi, o se preferite saltate alla parte che più vi interessa.

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Il Volo

Partito da Malpensa con il diretto per Toronto, scelgo di spendere qualche denaro in più e di volare in Premium Economy. In questo modo potrò portare più bagaglio (volendo due valigie grosse in stiva, zaino e trolley in cabina). Potrò stare un pelo più largo e accumulare qualche miglia in più per il mio reward con Aegean Airline (si, volo con Air Canada ma accumulo punti con la compagnia greca, se volete sapere perché poi ve lo spiego).

Mi sono scelto il posto vicino al finestrino nella speranza di potermi godere le Alpi dall'alto, ma pochi minuti dopo il decollo sono già circondato da spesse nubi, altro che vista del Monte Rosa, qui mi tocca ripiegare sul cinema.

Sarà un viaggio lungo: tre o quattro film almeno, una vera maratona. La scelta non è gigantesca, i titoli interessanti non sono moltissimi, per cui parto riguardando Guardiani della Galassia mentre sorvolo l'Europa. Rimane sempre un film spettacolare, il tempo passa così velocemente che quando stacco le cuffiette dopo i titoli di coda, siamo già sopra l'Inghilterra.

Piccola pausa, mi sgranchisco un po' (che bello volare senza vicino e avere due posti a disposizione!). Tornato al mio posto provo di nuovo a guardare fuori e proprio mentre sorvoliamo il nord della Scozia il cielo mi fa un regalo e le nuvole si aprono. Trepidante cerco di capire dove siamo, passano pochi minuti, lasciamo la terraferma e sorvoliamo il mare fino ad un gruppo di isole. Quando penso L di aver capito, riconosco una lunghissima spiaggia bianca ed un mare azzurrissimo. Ne sono certo: ci sono stato! È l'isola di Lewis & Harris, Ebridi Esterne. I ricordi di quel bellissimo viaggio di due anni fa' affiorano alla mia mente, ma non faccio in tempo a gioire della vista che l'aereo purtroppo si perde di nuovo sopra le nuvole.

Qui ci vuole un filmone per consolarsi, guardo la lista almeno tre volte ed alla fine scelgo i Goonies (colpa tua Ricky!). Nel frattempo mi mangio uno stranissimo pollo alle erbe e qualcos'altro e mi godo la performance da Oscar del mitico Super Slot. Il tempo passa rapidamente ma non siamo ancora a metà del volo. Per due ore scarse mi sembra di essere tornato nel bel mezzo degli anni ottanta, dodicenne, sempre a cavallo di una bici sgangherata, in caccia di misteri che il più delle volte mi spaventano al punto di non farmi dormire la notte.

Il pollo era davvero tremendo, devo davvero studiare i menù delle diverse compagnie aeree per sapere cosa chiedere, forse me la sarei cavata meglio con un pasto No Gluten, No Fat, No Cibo, No Party...

Siamo a metà viaggio, cosa guardare dopo i Goonies? Mi ci vuole qualcosa in grado di tenermi sveglio. La scelta è ovvia: IngloriousBasterds, Tarantino non può fallire.

Purtroppo il karma non è dalla mia parte e, complice il fatto che pollo alle erbe e nazisti legano poco, mi prendono una piccola serie di crampi allo stomaco. E' la prima volta che mi succede qualcosa di simile in volo. Cerco di non pensarci, mi concentro sul film e tiro avanti.

Il mal di stomaco non sembra voler sparire, il pollo sembra non voler stare al gioco degli alleati e continua a ritorcersi contro ogni volta che un tedesco viene ucciso. Mi godo la scena in cui Fassbender viene massacrato in una bettola tedesca e fermo il film, mi sgranchisco le gambe e poi torno al mio posto incerto se riprendere la visione o stendermi un po'.

Controllo sulla mappa interattiva la posizione dell'aereo: mancano pochi minuti al passaggio sopra la Groenlandia. Schiarisco il finestrino e come da copione mi ritrovo a vedere solo nuvole. Triste faccio due passi per poi tornare al film e quando presso play la magia: le nuvole spariscono e davanti ai miei occhi si staglia una terra selvaggia fatta di roccia, ghiaccio e acque gelide. Dall'alto sembra di sorvolare un'altro pianeta. Mi godo la vista spettacolare e mi perdo in fantasticherie di viaggi impossibili, la dove nessun Folletto ha mai osato prima. La terra lascia il posto al ghiaccio, il ghiaccio al mare ed infine il mare si perde nelle nuvole che non vogliono davvero lasciarmi solo.

Il resto del viaggio ha poco di reale, e sembra di più un film di David Lynch quando ancora non sapeva andare in bicicletta: il dolore allo stomaco si fonde con la stanchezza e neanche stendendomi, alzandomi o risedendomi le cose sembrano migliorare. Dannato pollo nazista!

La mia mente affannata viene catturata dallo schermo del tizio del sedile davanti: non riesco a distogliere lo sguardo, è ipnotico. Fosse almeno un bel film, ed invece no: sta guardando una pellicola al limite dell'umano, cose che Tarantino neanche si sogna. Trattasi di un piccolo capolavoro danese sulla vita di un gruppo di giovani soldati tedeschi catturati al termine della guerra. Interminabili scene di una lentezza agghiacciante ritraggono i ragazzi mentre sono costretti a sminare centimetro per centimetro una spiaggia dagli ordigni seppelliti dai loro connazionali durante l'occupazione. Il ronzio sordo dell'aereo è la perfetta colonna sonora di questo film di cui non ho l'audio, la sofferenza, la desolazione ed il dolore dei giovani tedeschi sembra trasmettersi al pollo loro commilitone, transformando queste due ore di viaggio in un quadro di Tom Waits quando è sobrio.

Il tempo passa, mentre sorvoliamo le infinite distese di boschi del Quebec, quattro dei quattordici prigionieri riescono a scappare e l'aereo finalmente atterra a Toronto dove ad accogliermi c'è un caldo umido che sembra di essere a Vercelli un pomeriggio di fine estate.

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Toronto - Dall'Aereo all'Autostrada

Attraverso come un razzo l'aeroporto, grazie anche ad un'immigration efficentissima, e mi dirigo al parcheggio dei Car Rentals. Sbrigo le mie pratiche con Avis e mi dirigo verso il mezzo che mi farà compagnia per i prossimi 20 giorni.

Parcheggio K13... Trovato... Deve esserci un errore: ho prenotato una mid size, non un carro armato. Mi trovo davanti ad una Toyota Tundra: un mostro da 310 cavalli, quasi 2 Tonnellate e circa 5km con 1 litro.

Primo pensiero: Figataaaa.

Secondo pensiero: ed io come cazzo lo manovro sto coso?

Terzo pensiero: 5km/L, per 4000km fanno 800 litri, costo della benzina: un rene e metà del mio sangue. Merda!

Torno al desk spiegando di aver prenotato una macchinetta e di aver ricevuto un mezzo da sbarco. Per fargli capire definisco il mezzo "Creepin' Huge". Il tizio se la ride sotto i baffi ma esclama: "No Problem!" E mi gira le chiavi di una Hyunday Elantra con meno di 150km sul cruscotto.

So che per anni rimpiangerò questo scambio, ma ero ancora sballottato dal viaggio e proprio non me la sentivo. Tutta colpa dei Polli Nazisti e delle Mine d'Autore Danesi.

Toronto - Alla Ricerca di Una Scheda Telefonica

Mi metto subito per strada, direzione il più vicuno centro commerciale. Supero l'autodromo di Toronto ed arrivo in un Mall al cui interno c'è pure un'area giostre con ottovolante e dinosauri semoventi.

Giro tutti i negozi di telefonia e la risposta è la stessa: "No, non abbiamo un piano prepagato con cui poter navigare senza spendere milioni. Deve fare un contratto con Carta di Credito Canadese."

All'ennesimo store un barlume di speranza: 50$ per 4 Giga, senza abbonamento. Sembra troppo bello, ed infatti funziona solo a Toronto, Montreal e Quebec City. Appena lasci la città il segnale sparisce. Triste saluto la commessa e me la filo con la coda tra le gambe.

Potrei fare una scheda americana e convertirla per il traffico canadese, oppure lasciare tutti i miei soldi a Telecom ed affidarmi ai Wi-Fi degli alberghi (cosa che ha funzionato bene le prime quattro sere, ma non oggi: ricordate il capanno sperso nei boschi? Ha tutto tranne il Wi-Fi)

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Toronto - Dal Tramonto all'Alba

Senza paura risalgo sul mio bolide e mi lascio guidare da Google Maps. Il traffico all'inizio scorrevole si fa sempre più lento con l'avvicinarsi dei grattacieli di Downtown. Paese che vai usanza che trovi, ma il traffico delle sei quello non cambierà mai.

Ci metto almeno un'ora ad arrivare alla ChestnutResidence, un palazzo di ventisette piani che quasi scompare al cospetto dei suoi vicini più alti. Non si tratta di un vero e proprio albergo, ma di un edificio dell'Università che d'estate si svuota degli studenti e si riempie di turisti come me. Lascio la macchina nel garage sotterraneo (a pagamento come ogni altro parcheggio del centro) e scopro di avere la camera al ventiseiesimo piano. La vista su Downtown è spettacolare, un po' meno si può dire della camera, molto grande ma spartana. Ma tant'è, devo solo dormirci una notte è poi rimettermi in viaggio, ed il letto (uno dei due lettoni a disposizione) è bello morbido.

Mentre il sole inizia a calare all'orizzonte lascio la camera e mi metto in cammino per le vie della città. Visito una fumetteria ed un negozietto di giochi e figurine lungo il mio percorso, entro ed esco da lussuosissimi centri commerciali e vago senza meta rapito dai riflessi del sole sui grattacieli sopra la mia testa.

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Lascio che i piedi vaghino senza una meta e senza rendermene conto mi trovo nella zona del porto. Il sole che si tuffa nel Lago Ontario mi accoglie con una leggera brezza che si porta via un po' del calore appiccicaticcio che mi aveva accolto finora.

Proseguo seguendo il lungolago fino a trovarmi al cospetto della maestosa CNTower, simbolo della città. È davvero impressionante e con il sole che ormai è sparito all'orizzonte è ancora più bella. Sono ben felice di vedere la città di sera, è mille volte più affascinante, come ogni grande città d'altra parte, di giorno griglia e brontolona, di notte radiosa e canterina come una bella donna pronta per il teatro.

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Il waterfront diventa sempre più fighetto: diversi locali uno più bello dell'altro accolgono una folla di giovani variopinta tra brindisi, chiacchiere e risate. Fra tutti i locali scelgo il The Goodman Pub & Kitchen. Ovviamente non sono l'unico ad averlo scelto, il locale è quasi tutto pieno e, nonostante ci siano ancora alcuni tavoli liberi, vengo amabilmente rimbalzato perché la cucina non riesce a star dietro alle ordinazioni. Sarà per un'altra volta, tanto in città ci torno almeno altre quattro volte.

Convinto di dover ingerire qualcosa di caldo per riempire il posto lasciato dai Nazi Polli Sminatori, proseguo nel mio giro ed arrivo fino all'Harbourfront Center. Sembra che sia giunto giusto in tempo per l'inizio di un concerto sul loro palco all'aperto, è di scena l'HabariAfricaFestival, e questa sera suonerà una band nordafricana.

Visto che non iniziano ancora mi siedo nel patio di un locale fighettosissimo proprio dietro allo stage in cui suoneranno. Mi ordino una coca ghiacciata (dannata assuefazione agli zuccheri!) ed un Pollo Fritto Canadese con cui sminare il pasticcio lasciato dai Polli Tedeschi ormai in fuga.

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Nel frattempo il concerto ha inizio, la musica mi tiene compagnia mentre sbocconcello un ottimo Fried Chicken e, anche se non riesco a vedere il palco, ho la vista della CN Tower con cui rifarmi.

Nonostante sia ottimo, lascio il mio pollo a metà. Le interminabili ore di viaggio si fanno sentire sempre più pesanti, è davvero ora di andare a nanna.

Mi alzo e caracollo in direzione dell'albergo. Ma le sorprese non sono finite qui: appena fuori dal parco del Waterfront mi imbatto in un curioso tizio che ha piazzato un grosso telescopio proprio nel bel mezzo del marciapiede. Offre ai passanti curiosi uno sguardo verso il cielo in cambio di qualche parola. Mi metto in coda insieme ad una allegra famigliola e quando arriva il mio turno butto un occhio verso l'ignoto. Ad accogliermi trovo Saturno in tutto il suo splendore. Un punto luminoso dagli anelli magnificamente delineati.

Felice della mia ultima avventura mi rimetto in marcia e finalmente, dopo 22 ore sveglio, crollo sul letto sfinito.

Non dormo a lungo, il mio orologio biologico mi fa scattare in piedi alle 5:00. Sto iniziando davvero ad invecchiare, se continuo così finirò a guardare i cantieri nel giro di pochi anni.

Aspetto fino alle 7:00 per andare a fare la mia prima colazione Canadese (non male per una mensa universitaria) e mi metto in macchina direzione Montreal.

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Toronto - Sugar Beach

Prima di lasciare la città voglio fare un'ultima sosta: Sugar Beach. Ne ho letto in un paio di blog e ne sono rimasto incuriosito, si tratta di una piccola spiaggia artificiale sul lago da cui non è però possibile fare il bagno, ma dicono sia molto carina.

Il cielo è grigio, oltre il parcheggio vedo solo furgoni delle consegne e spazzini intenti a pulire, sullo sfondo una grossa nave da trasporto dallo scafo verde. Poi uno alla volta appaiono dei carinissimi ombrelloni rosa e delle sedie a sdraio di legno bianco. Sulla spiaggia ci siamo solo io, due gabbiani, uno spazzino e sei barboni che hanno passato la notte là dove belle fanciulle in bikini riposeranno le loro abbronzate natiche, ma questo è meglio che non lo sappiano :)